Inizia tutto con uno strano tremore alla gamba destra. All’improvviso. Inizia a muoversi su e giù con una velocità sempre più crescente. Io inizio a pensare “ecco, ci risiamo”. Sento il calore sul mio viso, il sudore che inizia a scendere, la vista è annebbiata di colpo, il cuore che batte forte, sempre più forte.

“Sto per avere un infarto”. Il mio fiato è sempre più corto.
Accanto a me vedo molte persone, tutte mi guardano preoccupate.
Le sento, ma non riesco a dire una parola.
Arriva l’ambulanza. Mi danno un ansiolitico.
Non era un infarto; i medici mi hanno detto che si tratta di un “attacco di panico”.

Non so cos’è, so solo che da quel momento niente è stato più lo stesso, io non sono stata più la stessa ed ho iniziato a vivere con l’angoscia che potesse ricapitare da un momento all’altro.

(MICHELA, 19 anni)

“ L’ansia è come una sedia a dondolo: sei sempre in movimento, ma non avanzi di un passo.“Jodi Picoult

Attacchi di panico

Quello che Michela racconta in queste righe è un “Disturbo di Panico” e può manifestarsi all’interno di un Disturbo D’Ansia, così come di altri disturbi (disturbo depressivo, disturbo da stress post-traumatico, disturbo da uso di sostanze). Nel caso di Michela si tratta di una sintomatologia inserita all’interno di un Disturbo D’Ansia. Tra questi disturbi rientrano tutte quelle problematiche che si contraddistinguono perché ti portano a provare emozioni spiacevoli come ansia e paura. L’ansia è l’anticipazione di una minaccia futura; mentre la paura è la risposta emotiva ad una minaccia imminente, reale o percepita.

L’attacco di panico è caratterizzato da un episodio d’ansia intensa che di solito raggiunge il suo apice in circa 10 minuti. Tipicamente si manifesta attraverso molti dei sintomi ben descritti da Maria: palpitazioni, sudorazione, tremori, sensazione di svenimento ma anche sensazione di soffocamento, sensazione di asfissia, dolore al petto, nausea, vampate di calore, formicolio, sensazione di sentirsi distaccato da se stesso (depersonalizzazione) o sensazione d’irrealtà (de realizzazione), paura di perdere il controllo o di impazzire e paura di morire.

Dopo il primo o i primi episodi di panico compare la paura che si possano verificare altri attacchi, così ha avvio quello di cui parla Michela nel suo racconto: una preoccupazione sempre crescente che inizia a modificare la sua vita e la rende diversa da come l’aveva vissuta fino a quel momento.

La preoccupazione che possano arrivare altri attacchi di panico è definita “ansia anticipatoria” ed è una componente che alimenta il circolo vizioso. Il circolo vizioso può essere interrotto, la terapia cognitivo-comportamentale (TCC o CBT) può rompere questo circolo.

Scopri come è possibile intervenire grazie all’aiuto di un terapeuta ad orientamento cognitivo-comportamentale.

Mettiti in contatto con noi.

Scrivi una mail