Da diversi anni ho una fobia per i piccioni.

Ho paura di questi animali e solo al pensiero di vederli  un senso di ansia mi pervade. Non so cosa fare, non posso andare al parco e sedermi tranquillamente come farebbe qualunque altra persona, non posso andare in un bar all’aperto con le mie amiche perché se ne vedo anche solo uno mi sento male.

Mi fanno schifo, e provo ribrezzo anche se dovessi vederli in una scena di un film, non so come spiegarlo. Mi rendo conto che tutto questo può sembrare assurdo per gli altri che ridono davanti a questa mia paura.

Non fanno altro che dirmi che non c’è nulla di cui avere paura, che non sono animali pericolosi ma non riesco a controllare la mia paura

(angelica, 27 anni)

Fobie

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Angelica è una ragazza di 27 anni che ha provato a descrivere le sue sensazioni e le sue emozioni e non sempre ha trovato comprensione da parte degli altri. Non si è sentita accolta dalla maggior parte delle persone che la circondano; non riescono a cogliere la gravità del suo malessere e rispondono alla sua paura incontrollata e alla sua ansia ridendo di lei.

La paura che prova Angelica nei confronti dei piccioni è intensa e sproporzionata e le fa sperimentare stati di ansia e terrore. I piccioni rappresentano il cosiddetto stimolo fobico. La paura e l’ansia raggiungono dei livelli così elevati da portare la persona ad evitare di frequentare quei luoghi in cui c’è la probabilità di entrare in contatto con essi.  La paura e l’ansia inoltre possono compromettere il funzionamento sociale, relazionale e lavorativo al punto che la persona evita di recarsi al lavoro per timore di entrare in contatto con lo stimolo fobico o di incontrare degli amici in luoghi aperti in questo caso. La persona inoltre può provare ansia solamente prevedendo la situazione temuta.

Il caso di Angelica rientra nella categoria più generale delle fobie specifiche. La fobia specifica influisce pesantemente sulla qualità di vita delle persone che ne sono affette poiché può essere sperimentata quotidianamente. Angelica evita diverse situazioni e così facendo riduce lo stato di paura e ansia associato allo stimolo; così facendo in realtà rinforza la sua risposta di evitamento poiché tenderà anche nelle occasioni future a mettere in atto lo stesso comportamento di fuga per diminuire le emozioni spiacevoli.

La fobia specifica rientra all’interno dei Disturbi d’Ansia.

Possono presentarsi diverse tipi di fobia specifica, tra le più frequenti: fobia per animali (cani, insetti, ragni) fobia per situazioni particolari quali per esempio l’ascensore, l’aereo, luoghi chiusi e ancora fobie per sangue, iniezioni e ferite o per aspetti legati all’ambiente naturale quali temporali, altezze, acqua.

Nella maggior parte dei casi la persona che teme di entrare in contatto con lo stimolo fobico, ad esempio che ha una paura persistente di vedere un cane, di prendere un ascensore o di viaggiare in aereo vive uno stato di attivazione fisiologica, chiamato ipervigilanza, che si manifesta con i seguenti sintomi: agitazione, tremori, tensione muscolare, palpitazioni, battito del cuore accelerato, aumento della frequenza del respiro, secchezza della bocca, senso di tensione allo stomaco. Quando questa  persona, in relazione alla fobia specifica presente, cambia strada poiché teme di incrociare un cane o decide di scendere le scale se ha la fobia degli ascensori o rinuncia alla sua vacanza pur di non viaggiare in aereo, il suo livello di ansia si abbassa.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale viene considerata la terapia più efficace per il trattamento della fobia specifica.

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