L’esperienza della perdita porta con sé ansia, sofferenza, smarrimento, rabbia, tristezza, disperazione, perdita di senso e senso di alienazione.

“Il dolore coperto è come un forno chiuso, brucia e riduce in cenere il cuore che imprigiona”

William Shakespeare

Da quando Mattia è morto io non sono più la stesso. Non dimenticherò mai quella telefonata nel cuore della notte, quella corsa in ospedale. Non ho mai provato un’ansia così forte, avevo il cuore in gola, mi mancava l’aria. Nessuno aveva il coraggio di dirmi cosa stava succedendo, mi bastò guardare negli occhi suo padre per avere delle risposte. Aveva lo sguardo di chi aveva perso un figlio. Mi manca terribilmente, mi manca tutto di lui. Da quella maledetta notte la mia vita non ha più un senso.
(Marco, 23 anni)

Marco è un ragazzo che ha perso il suo migliore amico in seguito ad un incidente stradale e così come tantissime altre persone si trova a sperimentare livelli elevati di ansia e delle spiacevoli emozioni conseguenti alla morte di una persona cara.
La risposta al lutto è soggettiva e nella maggior parte dei casi l’esperienza della perdita porta con sé ansia, sofferenza, smarrimento, rabbia, tristezza, disperazione, perdita di senso e senso di alienazione.

Secondo il DSM 5 (Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali) si parla di “Disturbo da lutto persistente e complicato” quando le condizioni di desiderio/nostalgia della persona deceduta , di tristezza e di dolore emotivo intensi permangono per almeno 12 mesi negli adulti e nei bambini per almeno 6 mesi dopo il lutto.
In molti casi può essere utile un supporto psicologico che accompagna il soggetto lungo il percorso di accettazione della morte e consente di permettergli di gestire l’ansia e di mobilitare le risorse necessarie per affrontare il futuro di chi rimane in vita.

Contatta un esperto per aiutarti a superare questo momento così doloroso.